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QUEL PARACULO DI TRAVAGLIO E LE CASTE DEL POTERE

28/12/2021 12:34

Leonardo Caponi

Politica,

QUEL PARACULO DI TRAVAGLIO E LE CASTE DEL POTERE

Il giornale di Travaglio, capo dei moralizzatori all'italiana, ha subito bollato come "un regalo di Natale", l'ultimo pronunciamento degli organi del Senato...

Il giornale di Travaglio, capo dei moralizzatori all'italiana, ha subito bollato come "un regalo di Natale", l'ultimo pronunciamento degli organi del Senato sui vitalizi, ma si è ben guardato dal menare scandalo per l'intervento dello Stato di 2 miliardi e 500 milioni, nei prossimi anni, per salvare dal' fallimento l'INPGI, l'istituto di previdenza dei giornalisti, che è stato accollato all'INPS. C'è da rilevare che le Commissioni per i ricorsi di Camera e Senato hanno cominciato, parzialmente, a reintrodurre lo stato di diritto nella vicenda dei vitalizi, eliminando la stortura, che per tutti i cittadini poteva essere un precedente, per la quale un provvedimento va eliminato non dalla data di entrata in vigore della legge che lo cancella, ma dalla data (sic!) della sua percezione. I giornalisti, anche dopo la "riforma" Fornero, hanno continuato a godere di un regime previdenziale particolare, con età di pensionamento più bassa della norma generale, pensioni particolarmente ricche (anche in rapporto al calo, da anni intervenuto, della contribuzione) e hanno mantenuto un istituto, denominato "Fissa" (avete mai sentito Travaglio e gli altri parlare di questa cosa?), una specie di seconda liquidazione o liquidazione parallela che, soprattutto nel caso di funzioni elevate, caporedattore, caposervizio, corrispondente dall'estero, raggiunge cifre molto elevate pari alla prima liquidazione. Quando parlo di giornalisti mi riferisco al gruppo residuo dei contrattualizzati, che oggi, credo, non superino le 10/12 mila unità, mentre l'informazione è fatta da migliaia di giovani free land senza certezze o precari sottopagati che possono godere dell'INPGI 2 che non è stato pubblicizzato, ma è rimasto a loro carico. Ora, io credo che benché l'INPGI sia stata una cassa privata e benché qualcuno, almeno in termini politici, dovrebbe pagare per il suo dissesto che si trascina da anni (uno collaboratori di Draghi era membro del Consiglio di amministrazione), anche in questo caso il principio dei diritti acquisiti vada difeso, pur imponendo, per il futuro, trattamenti ristretti in linea con le contribuzioni.

Mentre stamattina camminavo nella nuova pista ciclo pedonabile vicino a casa mia sotto la pioggia (che è una grande ispiratrice di riflessioni), pensavo che il Potere in Italia è fatto dalle caste. Quella dei giornalisti, dei conduttori radio tv, degli scrittori, degli industriali, dei finanzieri, dei magistrati, dei professori universitari, degli Ordini professionali...Va a finire che quella dei politici, per quanto scaduta è la meno casta di tutte, perché un certo ricambio lo può subire. L'ingresso ai vertici di questi centri di potere (che hanno rapporti qualche volta conflittuali, ma il più delle volte di mutuo soccorso) è di norma precluso a gente nuova. Avevano detto che la modernizzazione liberista avrebbe portato quel dinamismo che manca; è accaduto il contrario, con la spartizione di quote di potere e di pezzi di Stato. Anche in questo campo ci vorrebbe una rivoluzione sociale all'insegna della discesa in campo della classe lavoratrice.

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