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La lotta di classe dei padroni

18/06/2021 21:11

Leonardo Caponi

Lavoro e Sfruttamento,

La lotta di classe dei padroni

Il mio amico e compagno Vito Nocera, intellettuale e dirigente politico napoletano ex Prc, ha scritto un bel post sulla morte di Abdil, il sindacalist

 

Il mio amico e compagno Vito Nocera, intellettuale e dirigente politico napoletano ex Prc, ha scritto un bel post sulla morte di Abdil, il sindacalista travolto e ucciso da un camion durante un picchetto davanti al magazzino Lidl di Novara. Io la penso allo stesso modo. L'omicidio non può essere ascritto ad un evento di carattere locale, magari determinato dall'esasperazione di uno scontro sindacale. Leggo le solite farisaiche dichiarazioni dei Partiti in Parlamento che, tutte, esprimo "solidarietà" verso la vittima (e qui va bene) e "protesta"; ma protesta verso chi? Non lo dicono. Forse verso il camionista che, senza sottacerne le responsabilità incoscienti, è probabilmente anche lui una vittima del mercato o contro gli alieni che hanno fatto un'incursione sulla terra?! Se ricollego questo fatto alla morte di Luana, schiacciata dalla pressa, alle altre morti sul lavoro, al blitz delle squadracce fasciste poche notti fa contro gli operai che protestavano nel cortile di una fabbrica (che mi hanno drammaticamente riportato al pensiero l'inizio del Ventennio), mi è chiaro che non si tratta di episodi isolati, disgraziati e scollegati. Essi maturano, vivono e sono il prodotto del clima politico culturale del Paese, dove è in atto la ripresa in grande stile della lotta di classe degli imprenditori contro i lavoratori, dopo un forzato attimo di tregua, forse ma non ne sono sicuro, per la pandemia. Da almeno cinque lustri ormai nel nostro Paese si assiste al fenomeno singolare di una lotta di classe alla rovescia e in un senso solo. Il mercato colpisce, mentre alla classe operaia e ai dipendenti nelle vecchie e nuove forme dello sfruttamento del lavoro, è stata imposta la completa dismissione della coscienza di se stessi e, conseguentemente, di una lotta consapevole, unitaria e generale per la propria emancipazione. Una orchestra gigantesca, fortissima, a tratti irresistibile perchè da quasi nessuno contrastata, si è mossa per dire che le classi, gli oppressi e gli sfruttati, la destra e la sinistra, i conflitti sociali erano roba del passato e non più esistenti. Oggi, in corrispondenza con la Restaurazione del vecchio sistema dopo il virus, il concerto è ripreso prepotente come e più di prima. Non ci si deve limitare a non ascoltarlo. Occorre contrapporgli una alternativa.

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