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Verso il 25 aprile: apriamo il dibattito sulla alleanza tra Nato e suprematismo.

13/04/2022 15:19

Carlo Romagnoli

Politica internazionale,

Verso il 25 aprile: apriamo il dibattito sulla alleanza tra Nato e suprematismo.

Per contrastare la perdita di egemonia sul resto del mondo, i paesi neoliberisti si sono allineati al tentativo delle elites anglosassoni di recuperarla...

  Per contrastare la perdita di egemonia sul resto del mondo, i paesi neoliberisti si sono allineati al tentativo delle elites anglosassoni di recuperarla attraverso la strategia NATO volta a disarcionare la attuale direzione politica della Federazione Russa, conquistando così le sue enormi riserve di materie prime e privando la Cina sia di tali risorse che del decisivo appoggio militare dato dal temibile arsenale bellico russo.

 La strategia militare della NATO si fonda anche su una narrazione in cui le popolazioni dei paesi occidentali sarebbero minacciate dalle ingiuste pretese di popoli incivili tanto da essere irrimediabilmente portati a volere il male dell’Occidente, producendo e diffondendo virus come avrebbe fatto la Cina con il Covid, opprimendo militarmente le nazioni confinanti come starebbe facendo la Russia con l’Ucraina o dando luogo a migrazioni che minacciano valori, credenze e  tranquillità delle popolazioni occidentali.

 Lo scontro tra civiltà con diverso diritto di supremazia se agli occhi di un materialista appare come un dispositivo volto a nascondere l’insostenibilità del capitalismo documentata da un coacervo di crisi ormai ingovernabili, pure si sviluppa sotto i nostri occhi creando falsa coscienza con la diffusione di concezioni suprematiste e l’appoggio finanziario, informativo e militare a formazioni ideologiche che fanno della denigrazione dell’Altro prima e della sua emarginazione ed eliminazioni fisica poi il loro messaggio e la loro pratica politica.

 

 In questa cornice la celebrazione del 25 aprile potrebbe essere l’occasione in cui, del tutto appropriatamente, far emergere, analizzare a fondo, denunciare e combattere le interazioni tra Nato e nazifascismo partendo in primo luogo da una serie di domande:

a) su quanto avvenuto in Italia dagli anni ‘60 in poi con lo stragismo grazie alle interazioni tra Nato, stato profondo italiano e gruppi nazifascisti;

 

b) sul ruolo che formazioni politiche suprematiste di varia natura (dai nazifascisti agli estremisti islamici) hanno nell’appoggiare in diverse parti del mondo le aggressioni militari della Nato e sulla forma che queste interazioni hanno assunto in Ucraina, come prima in Croazia ed in Kossovo, dove secondo autorevoli giornalisti d’inchiesta forme attuali della rete Gladio avrebbero svolto un ruolo decisivo nella radicalizzazione suprematista di queste formazioni economico sociali;

 

c) sulle forme che potrebbe aver assunto la rete Gladio nell’Italia di oggi alla luce di fatti di eccezionale gravità se solo consideriamo che:

- uno dei lasciti più importanti della Resistenza, la nostra Costituzione ed in particolare l’art. 11 (L’Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali..) viene ignorato e contraddetto dall’intero assetto istituzionale della Repubblica Italiana, a partire dal Presidente della Repubblica che pure ha il compito primario di tutelare l’applicazione del dettato costituzionale e che è noto per il  suo appoggio ai circoli filo - atlantici;

- il Primo Ministro (nominato nelle fasi immediatamente precedenti l’escalation bellica con una procedura del tutto irrituale dallo stesso Presidente della Repubblica) che si fa promotore entusiasta dell’invio di armi ad una delle due parti in guerra, avendo anche egli fatto pubbliche esternazioni sulla sua ferrea collocazione filoatlantica;

- il potere legislativo è stato sottratto al Parlamento dal potere esecutivo per effetto della dichiarazione dello stato di emergenza per motivi militari, dichiarazione che non ha uguali per assunzione e estensione temporale in altri stati europei;

- si assiste ad una limitazione del diritto di informazione data la censura cui sono sottoposti i media russi, una misura mai adottata prima;

- si assiste alla stigmatizzazione di tutto ciò che è russo denigrando anche le migliori espressioni della cultura russa, una operazione di stampo maccartista che ha senso solo nel quadro della costruzione di una formazione economico sociale suprematista ,….

 

 Gli eserciti segreti della Nato

 

# L'alleanza tra USA, UE, NATO e gruppi nazisti non inizia in Ucraina, ma va molto indietro nel tempo, come documenta Angeles Maestro in un recente articolo pubblicato il 1 aprile su Resumen Latinoamericano.

 Nel 2005, Daniele Ganser, storico svizzero, esperto di relazioni internazionali e professore all'Università di Basilea, ha pubblicato un libro ( Gli eserciti segreti della NATO), frutto di un'ampia ricerca sulle relazioni tra la NATO, le reti di organizzazioni fasciste e i servizi segreti di una moltitudine di paesi - molti dei quali europei - con la conoscenza e la collaborazione dei loro governi.

 Il risultato è stato un enorme elenco di attacchi terroristici mirati a destabilizzare i governi e, in generale, a "combattere il comunismo".

 La causa scatenante della sua indagine fu la conferma nel 1990 da parte di Giulio Andreotti, primo ministro italiano, davanti a una Commissione d'inchiesta del Parlamento italiano, dell'esistenza della Rete Gladio: in questa testimonianza, Andreotti rivela che i servizi segreti italiani agivano sotto gli ordini della NATO, sottolinea che la rete al tempo della sua testimonianza risultava attiva e che reti simili esistevano in molti altri paesi, attribuendole il possesso di una grande quantità di armi, fornite dalla CIA, che erano nascoste in oltre 100 depositi tra boschi, campi, chiese e cimiteri, tra cui: "armi portatili, munizioni, esplosivi, bombe a mano, coltelli, pugnali, mortai da 60 millimetri, fucili senza rinculo calibro 57, fucili con mirino telescopico, radiotrasmittenti, binocoli e vari altri tipi di attrezzature".

 

## I terribili attentati di Piazza Fontana a Milano, della stazione di Bologna, di Piazza della Loggia a Brescia e diversi altri, che uccisero 491 persone e ne ferirono e mutilarono altre 1.891, insieme agli omicidi di giudici e giornalisti che cercarono di indagare, dimostrarono che l'organizzazione fascista Ordine Nuovo, in stretta collaborazione con la NATO, la CIA e i servizi segreti italiani, con la connivenza dei governi dell'epoca, ne era responsabile.

 Nel contesto delle grandi mobilitazioni operaie e popolari contro la guerra del Vietnam, l'obiettivo degli attentati era, nelle parole di un terrorista pentito, "fare pressione sul governo italiano per dichiarare lo stato di emergenza e promuovere un regime autoritario in Italia".

 Ferdinando Imposimato, noto magistrato italiano, riassumendo i risultati delle sue indagini, in cui stabilisce il ruolo della NATO, di Ordine Nuovo e dei servizi segreti militari nelle stragi che hanno insanguinato l'Italia, scrive : "Nel corso delle indagini che ho condotto sulle tragedie che hanno sconvolto l'Italia, dagli attentati di Piazza Fontana, a quelli del treno Italicus Express che collegava Roma a Monaco, a Piazza della Loggia a Brescia, alla strage di Bologna è stato confermato che l'esplosivo utilizzato proveniva dalle basi NATO. (...) Ho scritto tutto questo in un libro e nessuno lo ha negato. In queste basi, i "terroristi neri", insieme a rappresentanti della NATO, mafiosi, politici italiani e massoni si sono incontrati alla vigilia degli attacchi. Tutto questo è stato confermato da testimoni diretti e si è svolto senza interruzioni. (...) Il problema è che il silenzio della stampa impedisce al pubblico di conoscere questa tremenda verità: si tratta dell'operazione Gladio, che minaccia la pace e la sicurezza e rischia di scatenare una grande guerra".

 

 L'elenco delle azioni del cosiddetto stay-behind, formula utilizzata per stabilire la suddetta collaborazione tra NATO, servizi segreti e organizzazioni fasciste locali per realizzare azioni terroristiche, in molti casi consumate, con l'obiettivo generale di combattere il comunismo e destabilizzare i governi, è lungo e vede tra i paesi coinvolti: Francia, Austria, Svezia, Germania, Norvegia, Turchia, Algeria, Italia, Portogallo, Grecia, Mozambico, Danimarca, Spagna (massacro degli avvocati del lavoro di Atocha), Olanda, Belgio, Svizzera. Il primo intervento in un massacro popolare ha avuto luogo in Grecia ancora durante la seconda guerra mondiale: la resistenza antifascista greca, come in Francia e in Italia - sottolinea Daniele Ganser - era guidata dai comunisti. Dopo la sconfitta finale delle truppe fasciste, nel 1944 fu indetta una grande manifestazione pacifica, preludio di uno sciopero generale, a sostegno del potere popolare vittorioso. Le forze armate britanniche, insieme alla polizia e alla destra, hanno massacrato la manifestazione, uccidendo e ferendo decine di persone.

 La collaborazione della NATO con le organizzazioni fasciste e i servizi segreti delle potenze "democratiche" era ed è finalizzata ad impedire alle organizzazioni che rappresentano legittimamente la sovranità popolare di accedere al potere. Mantenere il dominio del capitale e dell'imperialismo è il loro obiettivo e per raggiungerlo usano qualsiasi alleanza che serva i loro interessi.

 Solo chi non ha memoria può trascurare il fatto che dopo la caduta dell'URSS, le guerre di distruzione perpetrate direttamente dalla NATO o dai suoi paesi membri camuffati in quella che chiamano "coalizione internazionale" si sono moltiplicate lasciandosi dietro milioni di morti, paesi distrutti e molteplici organizzazioni terroristiche che agiscono ai loro ordini e che finanziano, armano e addestrano.

 La lista degli orrori è lunga: Iraq (1991), Jugoslavia (1991 - 2001), Afghanistan (2001), Iraq (2003), Libia (2011), Siria (2011), Yemen (2014). I governi di paesi con un curriculum criminale, come la Colombia e Israele, che non ha smesso di massacrare il popolo palestinese dal 1948, agiscono come membri de facto della NATO.

 A questo si deve aggiungere la partecipazione diretta o nascosta degli Stati Uniti e delle potenze europee in una moltitudine di colpi di stato, istigazione di guerre civili, destabilizzazione di paesi, sanzioni e blocchi che hanno causato la morte di milioni di persone, fame e malattie in America Latina, Africa e Medio Oriente.

 

 

 Il 25 aprile come occasione di inchiesta e controinformazione su storia e forme attuali di interazione tra Nato e nazifascismo.

 

 Quelle sopra riportate sono solo una piccola parte delle notizie che emergono quando si inizia a raccogliere informazioni sull’argomento: il giornalista d’inchiesta Franco Fracassi nell’assemblea contro la guerra che si è tenuta a Perugia domenica 3 aprile presso la Provincia di Perugia  ha documentato il ruolo svolto da reti analoghe a Gladio nel colpo di stato del 2014 in Ucraina, nelle stragi collegate con i fatti di Piazza Maidan e l’incendio della sede dei sindacati ad Odessa e nell’assedio militare e le pratiche genocide  messe in atto contro le minoranze russofone in tale paese.

 Il 25 aprile potrebbe essere l’occasione per fare inchiesta e controinformazione su passato e presente delle relazioni tra Nato e nazifascismo, una inchiesta che potrebbe portare alla luce molti fatti inquietanti ed una controinformazione che potrebbe contribuire non solo ad una degna ed attuale celebrazione di tale data, ma ad una attualizzazione dei valori e delle pratiche della Resistenza italiana.

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