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IL PREZZO DELLA PACE

13/04/2022 16:25

Leonardo Caponi

Politica internazionale,

IL PREZZO DELLA PACE

Secondo i nostri governanti, i nostri sacrifici sarebbero il costo del mantenimento della pace. Un classico esempio di rovesciamento della verità.

Secondo i nostri governanti, i nostri sacrifici sarebbero il costo del mantenimento della pace. Un classico esempio di rovesciamento della verità. È tutto il contrario: sacrifici e guerra vanno di pari passo. Pagare l'invio delle armi all'Ucraina e prolungare il conflitto, significa lavorare contro la pace, mettere nel conto la prospettiva (probabilmente voluta) di far entrare il nostro Paese in una guerra della Nato contro la Russia che sarebbe la terza guerra mondiale o una guerra atomica. Ci pagheremmo la guerra, non la pace. Un Paese assennato e non servo degli Usa userebbe le armi, ma solo quelle diplomatiche, per avviare e concludere una trattativa.

I nostri governanti dicono che è la Russia che non la vuole. Non è vero. All'inizio del conflitto il governo ucraino ha sempre rifiutato, a gran voce nei suoi show televisivi, di discutere di neutralità e di riconoscimento dell'autonomia statuale delle regioni del Donbass. In queste ultime settimane, ogni volta che sembrava avviarsi un qualche spazio di dialogo, la Nato o gli Usa hanno sempre "rilanciato", con parole e azioni, con l'intento di chiuderlo. E' evidente che oggi, con la Russia che si trova in una posizione di forza, le basi iniziali della discussione non esistono più. Ma si deve lavorare per trovare una soluzione onorevole.

Ma poi, al di là delle questioni politiche e geopolitiche, in questi giorni, mi sembra di vivere una realtà surreale e di non capire dove questi vogliano arrivare. L'Italia ha con la Russia rapporti economici, scientifici, vincoli culturali, umani, affinità multilaterali e amicizia radicata, da secoli, elementi i quali, anche grazie ai ministri degli esteri democristiani, tra tutti Andreotti, si sono rafforzati persino nel periodo della guerra fredda. Come è possibile fare tabula rasa di tutto questo?! Come si può immaginare una Russia umiliata, isolata, appestata e un'Europa e un mondo senza la Russia?! O forse questi cullano l'idea che Putin possa essere sconfitto e liquidato, oggi, dall'interno del suo Paese? E, se fosse possibile, non l'avrebbe già fatto il Partito Comunista della Federazione Russa? Questi, datemi retta, prima ancora che mascalzoni, sono scemi.

 

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