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RECOVERY DELLE MIE BRAME

27/04/2021 21:04

Leonardo Caponi

Politica,

RECOVERY DELLE MIE BRAME

Una analisi critica del PNRR che rifinanzia il mercato e le imprese, senza obiettivi sociali, ambientali e civili....

Una analisi critica del PNRR che rifinanzia il mercato e le imprese, senza obiettivi sociali, ambientali e civili

 

Se avessi potuto fare un intervento in Parlamento in questi due giorni, per cominciare avrei fatto a Draghi una semplice domanda: qual è l'obiettivo del PNRR? Sembra banale, ma non è. Il Piano non ha obiettivi sociali, dei quali nemmeno si parla. E' finalizzato alla ripresa dell'economia e ad una pretesa tutela ambientale, attraverso il rifinanziamento, l'efficientamento e la modernizzazione del mercato e delle imprese. Cioè una gigantesca operazione di sostegno al capitale privato, con soldi pubblici, dopo la caduta indotta dal Covid, ma che era precedente al Covid. Ma non si propone (se non nella forma implicita di discutibile e improbabile ricaduta) l'aumento dei posti di lavoro (di lavoro stabile e a tempo indeterminato), l'aumento dei salari e dei redditi, la lotta agli squilibri, alle disuguaglianze sociali e alla povertà, un programma di riforme sociali e civili nel segno del miglioramento della condizione generale di vita delle fasce popolari, maggioritarie per numero tra la popolazione. Che c'entra un altro colpo al già martoriato sistema pensionistico (vedrete che ne seguiranno altri) con un programma di investimenti? Sono le riforme che vuole l'Europa. E il fatto che Draghi citi, come il meglio e forse l'unico di quel che si propone di fare, la garanzia bancaria per l'acquisto della prima casa, è il segno più evidente dell'assenza di politiche verso i giovani, così come per le donne. E poi il PNRR è al momento l'oggetto del mistero. Un lungo elenco di titoli e materie di intervento, la cui sostanza e il cui contenuto sono tutti da scoprire. Esso è il frutto, come vogliono i tempi e la sua essenza, di una concezione tecnocratica e modernista della economia e della politica. Non è figlio del Parlamento a cui è stato del tutto sottratto. Non è figlio di un dibattito nel Paese e di una partecipazione della gente che è indotta, da una martellante campagna dei media, ad aspettare le miracolistiche soluzioni che porterà. Ma alcune vistose mistificazioni già si vedono. La transizione ecologica (che assorbe la maggioranza relativa dei fondi) con l'ambiente non c'entra niente. E' soltanto un programma per l'apertura di nuovi spazi di mercato alle imprese che producono tecnologie sedicenti "verdi". Un business sul quale si è già lanciata l'America e le multinazionali della quale è portabandiera. E poi al PNRR rimangono le critiche che ho espresso in un precedente articolo, dalla possibilità reale dell'Italia di spendere nei tempi richiesti tutti questi soldi, a chi li rimborserà che, col fisco attuale e quello che riformeranno, saranno i lavoratori dipendenti. Detto questo per avere il senso di quello che abbiamo di fronte, cari amici e compagni, è evidente che non possiamo rimanere fermi solo a una critica di principio al PNRR che ci isolerebbe dalla gente. Insieme alla critica occorre spostare il terreno di lotta sulle opere concrete e sull''avanzamento del Piano, presentando e battendosi, luogo per luogo, settore per settore, per soluzioni diverse e alternative. Ci vuole un soggetto che lo faccia. I comunisti riunificati, dentro un più grande contenitore della sinistra.

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